Museo della liquirizia

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Le qualità e i benefici della liquirizia.

 

Usata spesso per combattere la tosse ma anche per i disturbi allo stomaco, ha proprietà digestive e antinfiammatorie, ha azione antiossidante ed è un ottimo antivirale.

La sua storia risale a circa 5000 anni fa, quando questa pianta venne introdotta prima nell’antico Egitto e poi in India ed in Cina.

Successivamente arrivò anche in Europa grazie ai padri domenicani.

Il francobollo in oggetto celebra un importante Museo calabro, allestito nella residenza storica della famiglia Amarelli, che è possibile visitare su prenotazione.

Esposte biciclette e carrozze in un’affascinante cornice seicentesca, non mancano uniformi, attrezzi ed ogni tipo di oggetto appartenuto alla famiglia Amarelli, per poi finire con la storia della produzione della liquirizia con carteggi e corrispondenze che raccontano le relazioni commerciali dell’epoca.

Nel Museo troviamo una ricca storia esposta in scritture che testimoniano uno scorcio del Regno di Napoli, ancora una volta attraverso le lettere dei fornitori, i registri contabili e tutta la corrispondenza con l’autorità governativa.

Un esempio di sana impresa salta fuori dal passato, una storia rispolverata da un francobollo che esegue perfettamente il suo compito di restauro, in un’epoca felice di cui si può immaginare lo scricchiolio dell’arredo, lo sfogliare dei documenti e della corrispondenza… con la luce delle lanterne.

Tutto questo ha un sapore: quello della radice dolce.

 

per sapere di più sulla Filatelia

Collezione e-book – tutto o quasi sui francobolli – da oggi disponibile in versione digitale

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condividere la verità

 

un francobollo racconta la verità

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a quanto pare viviamo dimenticati perché sono 24 mesi di Libia non o visto ancora come sia fatta la caserma

 

 

 

‘’A tutto ti rassegni poca acqua scarsa, o magari nessuna comodità ecc. ma quella della posta che sogni la notte, che alle prime luci dell’alba dici subito al tuo compagno: speriamo che almeno oggi sia arrivato l’aereo, rappresenta tutta la tua vita.’’

‘’Io continuavo a scrivere senza sapere se le mie lettere vi sarebbero arrivate; io non ricevevo niente. Ci avevano detto che la posta in gran parte era stata bruciata; inoltre che per un mese sarebbe stato sospeso il servizio postale.’’

‘’L’unico allarme è che la posta tarda ad arrivare, e la posta è preziosa come l’aria che respiriamo.’’

Sembrano frasi tratte da un romanzo epistolare, ma si tratta di stralci di lettere censurate mai arrivate a destinazione provenienti dal fronte libico intorno al 1943.

Anche se la censura con la creazione di appositi uffici provinciali non è stata un’invenzione totalmente fascista, a quei tempi è stato un mezzo per sostenere una verità costruita da un regime che trovava spazio su stampe e giornali.

Dormire per terra e sotto la tenda in queste terre senza una pianta…

Sono state cancellate parole, stati d’animo e pensieri, spazzati via per celare una realtà scomoda.

 

Poi se ci danno qualche cosa prima che arrivi da noi di Derna, Bengasi, Misurata e poi di tanti villaggi hanno dato una infinità di roba……

Il regime fascista filtrava notizie e svolgeva un controllo sociale attraverso la Polizia politica e le segreterie dei fasci e l’Ovra e i carabinieri e una gran quantità di informatori privati. La Censura postale era solo una parte di quella funzione preventivo-repressiva del fascismo, un tassello di un sistema molto ben costruito e a dir poco perfetto, che non lasciava trapelare notizie sulle reali condizioni del paese, sulla miseria e sul malcontento popolare, sui bombardamenti, sul dilagare delle malattie. Censurate quindi anche le frasi pacifiste o pessimiste e quelle sulle violenze compiute.

Spesso si tenta di celare la verità, probabilmente la censura vive anche nei giorni nostri attraverso la televisione e i giornali. Il social network è un grande contenitore dove la verità non viene censurata e forse è ancora possibile immaginare una ipotetica caduta delle frontiere e delle differenze e la crescita di una grande cultura comune e condividere la verità.

 

Modigliano – timbro postale 20 Dicembre 1943

….ma suonerà la diana della vendetta, e sarà terribile specialmente per coloro che hanno sempre succhiato il sangue al popolo e si sono ingrassati alle spalle come mignatte. Verrà il giorno in cui il popolo incrociando le braccia dirà: << ora il padrone sono io>>. Verrà questo giorno: lo sento.

Ancora una volta ti consiglio di essere prudente.

Un abbraccio

Renzo

Viene quasi voglia di abbracciare quelle parole e continuare a scrivere quella lettera iniziata nel 1943, ma prima di farlo c’è solo una domanda da porsi: è mai arrivato quel giorno?

Giugliano – timbro postale 2 Maggio 2011

Nota: gli stralci delle lettere riprodotti sono fedeli agli scritti originali.

 

 

spot pubblicitario

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Come le mongolfiere dal cielo!

Attorno ad una emissione filatelica c’è spesso molta curiosità. Il francobollo è oggetto di attenzioni, lo si studia, lo si ammira,spesso si criticano le scelte della Consulta filatelica.

Non molto tempo fa alcuni collezionisti si infervorarono sull’emissione del francobollo che ritraeva la Fiat 500, la topolino rossa.

 

Era giustamente celebrata una grande industria italiana, ma molti videro quella emissione come uno spot della Mulino Bianco.

Perché Fiat vuol dire anche licenziamenti, cassa integrazione, le vicende di Termini Imerese, i recenti fatti di Mirafiori.

Un francobollo è troppo piccolo per contenere tutto, ma è pur sempre un cronista e

descrive fedelmente ogni cosa anche l’ipocrisia!

Cosa è oggi il mondo del lavoro?sull’argomento si rischierebbe di dire troppo o troppo poco, è forse uno dei tanti aspetti della società che non riflette né democrazia né giustizia.

La Filatelia del passato

Nelle cinque giornate di Milano le lettere piovevano dal cielo , buttate giù dalle mongolfiere o arrivavano con i piccioni viaggiatori. Nella Parigi assediata i messaggeri che tentavano di consegnare la posta venivano fucilati, cosi anche quelli che tentavano di risalire per la Senna .Ma nonostante tutto 2.500.000 di messaggi cadendo dal cielo trovavano una strada.

L’alternativa all’ignoranza

La Filatelia e la storia viaggiano su due binari paralleli ma sempre verso un’unica strada: la comunicazione e la cultura come sola alternativa all’ignoranza.

Mai come oggi è necessario comunicare , ricercare attraverso l’opinione pubblica una crescita della coscienza collettiva, per rincorrere il bene comune.

Il francobollo è un alleato d’eccezione in questo e mentre esalta le grandi imprese, ci fa anche capire attraverso i particolari che è ancora possibile trovare una strada, come le mongolfiere dal cielo, come la storia da sempre ci insegna.

Il primo e l’ultimo

Non è la frase della celebre canzone  ‘’  O surdato ‘Nmammurato’’ , ma un modo filatelico ed elegante  per racchiudere i 150 anni dell’Italia unita.

Effige di Vittorio Emanuele III in rilievo entro un ovale emesso il 3 Ottobre 1861
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17 marzo 1861 : Nasce il regno d’Italia; i primi francobolli in uso furono quelli della quarta emissione di Sardegna, in attesa di una emissione propriamente italiana.

 

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L’ultimo italiano emesso nel 2011

 29 marzo 2011
0,60 € – Francobollo litografico del 1863

carcere e francobolli

 

 

Carcere e francobolli

 

Vorrei sapere cosa ci trova di tanto interessante  Cesare Battisti  nei francobolli  e  quando è nata questa sua passione per la filatelia,  cosi forte da fargli scrivere  addirittura articoli su una nota rivista filatelica.

Forse  perché attraverso i francobolli è possibile apprezzare l’arte e la cultura, conoscere storia e nuove civiltà, fare immensi viaggi anche stando fermi.

Spesso  chi è rinchiuso fra quattro mura  ha  desideri: c’è chi chiede di lavorare, chi di poter studiare, qualcuno persino di collezionare francobolli.

Evasione, un metodo infallibile

 

Nel carcere di Bollate i detenuti hanno organizzato un circolo filatelico, raccolgono materiale spesso donato da collezionisti o associazioni.

L’indirizzo per inviare gratuitamente materiale è il seguente:

CIRCOLO FILATELICO ‘’INTRAMURARIO’’ DELLA C.R. DI BOLLATE – D.SSA CATIA BIANCHI VIA BELGIOIOSO, 120 – 20157 BOLLATE (MI)

In  cella si cerca l’evasione, il modo di oltrepassare i muri  dell’indifferenza, e si apprezza sempre di più la conoscenza come vera libertà.

Quale metodo migliore dei libri, delle lettere, dei francobolli per coltivare lo spirito ed evadere  dalle  prigioni che la nostra mente talvolta costruisce?

Di recente mi ha colpito molto  la storia di Milagros Chàvez Gonzales, prigioniera politica, detenuta presso il carcere di massima sicurezza di Chorillos in Lima, Perù perché appartenente ad un gruppo di ribelli.

‘’Sprazzi di luce’’ è una raccolta di poesie scritte dalla reclusa nonostante il regime di torture e di gravi restrizioni cui è  costretta dal 1994.

Ecco alcuni brani tratti dal volume:

‘’ sono felice perché questi scritti possono superare i limiti propri di una prigione, anche di questa che, per essere un carcere di donne, mantiene ancora, fino ad oggi, uno dei regimi di vita più restrittivi a livello nazionale.’’

‘’scrivendo con occhi annebbiati e con certi nodi confusi alla gola, ritorno col cuore stretto in un solo pugno alla realtà che vidi dove sono nata cresciuta e divenuta donna: realtà che esige da noi di continuare a costruire un mondo.’’

Gli antichi Greci sostenevano che quando si scrive si è a contatto con la profondità della propria essenza e che l’ispirazione è sempre qualcosa  di divino.

E’ questa la libertà  a cui nessuno  potrà mai rinunciare.

 

sfoglia ”Le mie prigioni”

 

 

 

 

 

 

 

per non dimenticare

shoa-isr10.jpgIl 9 Novembre 1995 il Canada ha emesso un francobollo e una cartolina

postale per il 50° anniversario della liberazione dei campi di concetramento.

Nella cartolina postale invece un messaggio scritto in francese e in inglese:

Quando gli Alleati liberarono i prigionieri dei Campi di concentramento e di sterminio instaurati dal regime nazista constatarono diversi elementi terrificanti della Soluzione finale, espressione data al progetto hitleriano per lo sterminio degli ebrei in Europa. Fosse comuni (dove erano stati ammucchiati i resti di uomini, donne e bambini uccisi), migliaia di cadaveri insepolti, prigionieri affamati e maltrattati erano la conferma dei rapporti e delle testimonianze precedenti. Le truppe della IX Arma USA trovarono questi sopravvissuti in uno stato pietoso nel Campo di concentramento di Wobbelin nel maggio 1945″

 CLICCA PER VEDERE IL VIDEO

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Lettere

Da  un  recente  studio  è emerso  che   la popolazione  scrive  lettere  molto   più  di quanto potremmo pensare  e che  l’era  digitale non ha  affatto spento  questo  desiderio.

Tanto  è vero  che esiste  anche  il festival  delle lettere   al quale  è possibile  partecipare   inviando  lettere di qualsiasi  genere ,  le  informazioni sono reperibili  sul sito  www.festivaldellelettere.it

Quando  parliamo  di lettere  o  di e- mail è inutile negarlo parliamo   di comunicazione , cioè  di  qualcosa  che non si può  fermare.

In passato chi  consegnava   lettere  percorreva  anche tutto  il continente europeo   a piedi e ciò comportava enormi ritardi nella consegna.

Nelle  grandi  collezioni  spesso  sono anche incluse  lettere   disinfettate ,   vale  a dire  quelle lettere  che venivano  introdotte  in città nelle quali  imperversava  la peste  o il colera,  la comunicazione  non si è fermata nemmeno allora.

LA CENSURA     

Prima  non esisteva  l’inviolabilità della corrispondenza  e  le  lettere  venivano introdotte  in una camera , nella quale  ogni  addetto   aveva il compito  di  censurare idee,   frasi   contro il regime  o  qualsiasi  cosa  che potesse   sembrare   ambiguo,  anche  in quel  caso  la comunicazione  se pur  con le  ali tarpate  non si è fermata.   La lettera aveva  una funzione anche giornalistica, nel senso che veniva usata per inviare notizie quando  stampe e giornali non erano ancora stati inventati.  Il nome di alcune testate giornalistiche sono un chiaro richiamo alla posta (alle origini del giornalismo)  e non si tratta  affatto di  un caso:  Post Zeitung Press, Il  Messaggero,  Il Corriere della sera,  Daily Post  sono solo alcuni esempi.

Oggi  nelle nostre collezioni sono presenti lettere  che hanno anche  centocinquant’anni ,  documenti  che hanno   esaurito la loro funzione postale  per diventare documento del passato.

Il  percorso  che una lettera  fa   nello spazio  è nel suo dna, ma  il viaggio più bello è quello che compie attraverso il tempo.  Chi possiede  lettere   del passato  conosce bene la magia di questo pezzo di carta.

Dopo anni e anni una lettera  non cessa di comunicare,  di raccontare la sua storia, non smette mai di  emozionare.

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Benedetto XVI che scrive una lettera    data di emissione: 6 marzo 2008

da oggi per sapere tutto o quasi sui francobolli

Collezione e-book versione digitale

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Presentazione

Che cos’è  che ha in comune la Filatelia con la Letteratura,

con la Poesia, con la Scrittura, con la Cultura, con la Storia?

 

Venerdì 3 dicembre 2010 presso la Sala della Loggia a Napoli (Castello Maschio Angioino) alle ore 16:30 presentazione  del  libro “Collezione”. A moderare l’evento sarà la giornalista Emiliana Avellino. Letture a cura dell’Associazione Spazio Ace. 1312.jpg

Interventi musicali con JoxBacco

Performance Teatrali e letture  dello SPAZIO ACE